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L’Umbria si fa strada anche recuperando pneumatici

Nella mattina di sabato , una delle più rilevanti testate giornalistiche della Nostra Regione, esce con questo interessante articolo:

http://corrieredellumbria.corr.it/news/home/280162/l-umbria-si-fa-strada-anche-recuperando-pneumatici.html

Secondo la statistica riportata, per l’appunto, dal Corriere della sera, nel corso dell’anno 2016, in tutto il territorio nazionale sono state raccolte oltre 5.000 tonnellate di pneumatici fuori uso.

La Trieco Servizi ambientali srl è stata una delle grandi protagoniste di questa raccolta, in quanto, nella sola Regione Umbria si è occupata di quasi il 50%  dei PFU recuperati con oltre 2.206 tonnellate gestite, tutte sottoposte a riciclo e recupero.

La Trieco Servizi Ambientali si è inoltre distinta anche in altre regioni d’Italia , ad esempio:

  • Toscana: 15.000 Tonnellate
  • Marche: 540 Tonnellate
  • Lombardia: 665 Tonnellate

Raggiungendo elevati numeri anche in Emilia Romagna, Lazio ed Abruzzo.  Trieco Servizi Ambientali infatti, grazie ad una fitta rete di collaborazioni, riesce a coprire l’intero territorio Italiano.

Dell’intera movimentazione di PFU, la Trieco Servizi Ambientali srl, ha recuperato circa l’80% di materia prima, la restante parte è stata invece avviata al recupero energetico tramite accordi con primari cementifici.

 

 

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Confindustria – Umbria Business Matching

EXPO DI CONFINDUSTRIA 25.11.16: LE IMPRESE INCONTRANO LE IMPRESE 

La TRIECO SERVIZI AMBIENTALI SRL ha partecipato alla I° edizione della Umbria Business Matching, evento organizzato da Confindustria Umbria.

Un evento unico ed eccezionale nel suo genere che in data 25 Novembre 2016 ha ospitato presso l’Umbra Fiere di Bastia Umbra circa 270  aziende del territorio, istituendo un vero e proprio market place in cui le aziende espositrici ed i presenti hanno avuto modo sia di sviluppare rapporti commerciali a livello locale che di verificare la possibilità di cooperazioni internazionali attraverso le tre Country Presentation svolte dai paesi Tunisia, Argentina ed India,  presenti con delegazioni istituzionali ed imprenditoriali.

Nel pomeriggio si è svolto il workshop organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria dal titolo L’economia dei cambiaMENTI, dedicato alla share Economy e al Crowdfunding.

A conclusione del workshop è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra i Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria e i Giovani Imprenditori di UTICA, la Confindustria Tunisina nell’ambito del progetto YEES NET gestito da Umbria Export e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

Sono state presentate delle eccellenze Locali, come istituiti di ricerca ed importati associazioni, composte per lo più da giovani e promettenti ragazzi al di sotto dei trent’anni.

L’obbiettivo dell’evento è stato proprio il ricercare prospettive, progetti, problematiche e soluzioni comuni per il bene dell’Umbria e delle sue Imprese.

In questa occasione la Trieco Servizi Ambientali srl ha promosso i propri servizi, quali:

 

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UMBRIA BUSSINES MATCHING 2016

A seguito del successo ottenuto lo scorso anno con la partecipazione all’ edizione “Fai conoscere la tua azienda”  la Trieco Servizi Ambienbtali ha deciso, che questo anno, darà il suo contributo con una nuova partecipazione alla fiera UMBRIA BUSINESS MATCHING

L’evento, sempre organizzato da Confindustria si svolgerà il prossimo 25 Novembre presso Il centro Umbria fiere di Bastia, e sarà un’occasione davvero unica per poter partecipare e sostenere la conoscenza economico – imprenditoriale a livello regionale.

 

Vi aspettiamo per poter esporre i nostri servizi.

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DM 82/2011- BOZZA DI REVISIONE ED INTEGRAZIONE

Lo scorso 26 Luglio presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ( MATTM ) una delegazione di FISE, UNIRE e UNIRIGOM, ed altre associazioni di categoria rappresentative degli operatori della filiera della gestione degli PFU, si sono riuniti per redigere una bozza di  modifica e revisione del DM. 82/11, al fine di poter finalmente arginare gli accumuli degli PFU presso i punti di generazione; contrastare i flussi irregolari degli pneumatici e la loro scorretta gestione, rendendo invece tale processo al contempo più omogeneo ed in grado di agire su ogni fase del ciclo di vita dello pneumatico.

La proposta

La proposta di revisione, che entrerà in vigore probabilmente a partire da Gennaio 2017 riguarda, ad oggi, solo i primi 5 articoli ed alcuni allegati; la parte, cioè, funzionale al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare sopra descritti.

Le Modifiche essenziali

Di seguito un dettaglio dei punti del Decreto Ministeriale che saranno frutto di modifiche:

  • Obblighi di raccolta e gestione:
    • sull’intero territorio nazionale,
    • in modo continuo e regolare e per tutto il periodo dell’anno per ogni regione, raggiungimento di una percentuale minima di raccolta stabilita dall’autorità competente (qualora l’immesso sia superiore a 1000 tonnellate annue, e per le società consortili)
    • per tutti gestione PFU extra target pari al 10%

 

 

  • Registro dei soggetti obbligati:
    • Produttori,
    • Importatori;
    • immettitori” esteri, tramite rappresentanti autorizzati
    • strutture operative associate

 

  • 3 – Obblighi del produttore e dell’importatore dei Pneumatici:
    • 1 ter. “I produttori e gli importatori di pneumatici, anche neo operanti, che immettono nel mercato nazionale del ricambio quantitativi di pneumatici superiori a 1000 tonnellate annue raggiungono l’obbiettivo di cui ai commi 1 e 1bis, garantendo per ciascuna regione il raggiungimento della percentuale minima di raccolta stabilito nell’allegato G e secondo le modalità ivi indicate.

(I soggetti obbligati di cui all’art. 3 assicurano su tutto il territorio nazionale l’omogeneità della raccolta degli PFU dai punti di generazione lungo l’intero arco dell’anno, garantendo su base trimestrale, per ciascuna Regione, il raggiungimento delle quantità di cui all’art.3, comma 1, con una tolleranza del 10% rispetto alle percentuali minime indicate)

 

  • 4 – Struttura operativa associata:
    • 1 Le società consortili affidano le attività esecutive sugli PFU ad operatori addetti autorizzati, con procedure di gare formalizzate e rese note tramite pubblicazione sul proprio sito, da tenersi regolarmente ed aperte ai soggetti in possesso dei requisiti richiesti dalle società stesse, conformate ai principi generali contenuti nell’Allegato H. Le assegnazioni dei contratti tengono conto del principio di prossimità e del recupero di materia. L’Autorità competente ha facoltà di richiedere report sulle gare effettuate e/o di eseguire o di far eseguire audit sulle stesse.

 

  • 5 – Contributo ambientale per la gestione degli PFU:
    • I produttori e gli importatori degli pneumatici o le loro eventuali forme associate comunicano all’autorità competente, nelle modalità da essa stabilite, entro il 31 ottobre di ciascun anno, il contributo ambientale per le diverse tipologie degli pneumatici, come individuate nell’allegato E, il peso medio applicato, e le stime degli oneri relativi alle componenti di costo di cui all’allegato D per l’anno solare successivo. Qualora, nel corso di ciascun anno, emergano elementi che giustifichino una revisione immediata dell’ammontare del contributo stabilito, i produttori ed importatori degli pneumatici o le loro eventuali forme associate, rideterminano l’ammontare del contributo stesso e lo applicano entro dieci giorni dalla comunicazione all’autorità competente

Appare chiaro che il testo così proposto rappresenti solo una raccolta di idee al fine di individuare le soluzioni maggiormente efficaci, a tal scopo, infatti, al termine dell’incontro i rappresentanti del MATTM hanno invitato i partecipanti a formulare ufficialmente le proprie posizioni su quanto contenuto nella proposta di revisione del DM 82/2011.

 

Continueremo ad aggiornarvi con gli eventuali sviluppi.

 

 

 

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PNEUMATICI USATI: Rifiuto o Risorsa?

UN LUNGO CAMMINO 

Dopo aver chiarito cosa definisce un pneumatico usato un rifiuto è bene capire anche se questo può divenire una risorsa essenziale. Ed in effetti le oltre trecentocinquantamila tonnellate di pneumatici arrivati a fine vita e staccati ogni anno dalle nostre autovetture, dai veicoli a due ruote, camion, autocarri, e dai grandi mezzi industriali e agricoli di strada ne faranno ancora. Letteralmente.

Arrivano infatti ad oltre cento chilometri le corsie stradali attualmente realizzate nel nostro Paese grazie al polverino di gomma, una sostanza granulare che si ottiene dal processo di riciclaggio degli pneumatici, che con l’ingresso presso l’impianto di frantumazione si sviluppa nel seguente modo:

  • Prima frantumazione: si ottengono frazioni dette ciabatte di circa 40 cm

 

  • Seconda frantumazione: i frammenti di PFU vengono ridotti in parti sempre più piccole

 

  • Protocolli per la pulizia e la purezza del polverino di PFU

 

  • Prodotto finito, polverino di gomma pulito al 100% da tutti i residui tessili e metallici

 

  • Aggiunta di gomma da PFU al bitume, in modo da poter ottenere asfalti modificati dalle eccezionali prestazioni

 

Il risultato dell’impiego di polvere di PFU, oltre che per la realizzazione di autostrade si traduce nella creazione di un campo da calcio dalle performance elevate, sicuro e sostenibile, della guaina in gomma da PFU utilizzata come isolante acustico e anti vibrante nell’edilizia domestica e industriale ed anche nella costruzione di piste di atletica.  Gli asfalti modificati infatti hanno una durata fino a tre volte maggiore rispetto a quella di un asfalto tradizionale, con conseguente sensibile contenimento degli interventi e dei costi di manutenzione. Oltre ad una sensibile riduzione della rumorosità: diminuiscono fino a sette decibel il fastidioso rumore da rotolamento degli pneumatici. Una valida alternativa quindi all’utilizzo delle barriere acustiche su strade ad alta percorrenza.

E non è finita qui: gli asfalti modificati offrono un ottimo drenaggio in caso di pioggia, con forte miglioramento della visibilità e un’eccellente risposta in caso di frenata improvvisa. Il tutto con l’impiego di una risorsa derivante dal riciclo e quindi di forte valenza ambientale. Infatti, dai PFU si ricava anche combustibile con potere calorifico equivalente al carbone: la presenza di gomma naturale e di fibre derivate da cellulosa consente di ridurre considerevolmente la quantità di CO2 emessa e i fumi di combustione hanno un basso contenuto di metalli pesanti e di zolfo: l’acciaio e i metalli che formano lo scheletro del copertone vengono recuperati durante la frantumazione dello pneumatico e riutilizzati in acciaierie. La gomma residua, poi, è reimpiegata nel processo di vulcanizzazione per produrre nuovi pneumatici.

Il sistema per il riciclaggio di pneumatici fuori uso si fonda su un contributo ambientale che ogni guidatore versa all’acquisto di un pneumatico nuovo che finanzia esclusivamente le operazioni di raccolta e recupero dei PFU. Oggi tale direttiva

garantisce il buon esisto del recupero e del riciclo virtuoso, contrastando gli accatastamenti in discariche o altri depositi abusivi. Infatti Ecopnues, fondata dai principali produttori e importatori di pneumatici ha raccolto, dal 2011, oltre settecentomila tonnellate di PFU, grazie a stazioni di servizio, autofficine ed oltre trentacinquemila gommisti, coinvolgente numerose aziende di frantumazione.

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SMALTIMENTO PNEUMATICI – Chiarimenti essenziali

Un materiale è definibile rifiuto nel momento in cui soddisfa la seguente definizione: “ è rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nel catalogo Europeo dei rifiuti di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. Anche i pneumatici, di conseguenza, possono trasformarsi in rifiuti ed in questo caso esso viene definito Pfu (cioè “pneumatico fuori uso”) e classificato con il Codice Cer 160103 dall’Elenco Europeo dei Rifiuti (l’elenco di tutti i rifiuti, classificati secondo i rispettivi Cer, è contenuto nell’allegato D alla Parte IV del citato Dlgs 152/2006 aggiornato alla luce della decisione 2014/955/Ue).

 

DEFINIZIONE PNEUMATICO FUORI USO

Pfu, ha un significato preciso che vuole cioè spiegare quale sia stato il processo per il quale il pneumatico è diventato un rifiuto. “Fuori uso”, infatti, sta a significare che il pneumatico in quanto tale ha cessato di poter svolgere la sua funzione originaria, quella cioè di completare la ruota di un veicolo per consentirne la mobilità in condizioni di sicurezza. In pratica, quel pneumatico non potrà più tornare ad essere un pneumatico, perché il suo proprietario ha compiuto l’atto di “disfarsene” per avviarlo a recupero, rendendolo così un Pfu, cioè un rifiuto. Ciò non toglie che il materiale di cui il pneumatico è composto possa tornare a nuova vita, ed essere reinserito nei processi di produzione industriale per generare altri prodotti utili.

 

DEFINIZIONE PNEUMATICO USATO

Naturalmente la dizione “pneumatico usato” risulta più generica. Essa infatti indica che il pneumatico non è nuovo ed è stato usato.

ed a questo punto è necessario fare una distinzione precisa per evitare di confondere il “pfu” e il pneumatico usato:

  • il primo è che il pneumatico sia stato utilizzato così tanto da renderlo un rifiuto;
  • il secondo è che il pneumatico, benché usato, possa ancora essere utilizzato per la sua funzione originaria, e in questo caso esso è ancora un prodotto. Ciò avviene quando il pneumatico è ancora in buone condizioni e può essere riutilizzato direttamente nel rispetto della disciplina di settore tecnica e stradale (l’articolo 66 della legge 19 febbraio 1992, n. 142 – limite di usura del battistrada si veda). Oppure quando il pneumatico non ancora diventato rifiuto risulta “ricostruibile” attraverso una ricopertura che gli restituisce le prestazioni richieste.

Di conseguenza:

Il pneumatico usato non è rifiuto

  1.  nel caso di reimpiego tal quale
  2.  nel caso sia ricostruibile e non sia abbandonato o destinato al recupero o allo smaltimento

Il pneumatico usato è rifiuto (Pfu)

  1.  quando non è nè reimpiegabile tal quale, nè ricostruibile
  2.  quando viene abbandonato oppure viene destinato al recupero o allo smaltimento

 

CLASSIFICAZIONE DEL RIFIUTO

I rifiuti vengono distinti in base alla:

  • Provenienza: urbani assimilabili o speciali
  • Pericolosi non pericolosi;

Queste distinzioni hanno importanti conseguenze a livello gestionale e sanzionatorio.

 

CLASSIFICAZIONE del pfu

il Codice europeo dei rifiuti (Cer) stabilisce chiaramente che i Pfu sono rifiuti NON pericolosi, come risulta dall’allegato D alla Parte IV del Dlgs 152/2006 (cd. “Codice ambientale”). Anche rispetto alla provenienza non ci dovrebbero essere equivoci: sono certamente rifiuti speciali, anche se tale ordinamento è avvenuto non senza incertezza da parte di molti operatori. Infatti negli anni passati, e in attesa che si attivasse un sistema nazionale funzionante per la raccolta e il riciclo dei Pfu, moltissimi pneumatici sono stati accumulati in varie forme nel territorio nazionale (le stime parlano di circa 2 milioni di tonnellate di Pfu stoccati più o meno lecitamente o addirittura abbandonati). In particolare quelli abbandonati sul suolo pubblico rientrano per necessità tra i “rifiuti urbani”. Per questo risulta ancora diffusa l’idea che i Pfu possano appartenere ad entrambe le categorie (speciali e urbani). In realtà, mano a mano che si svilupperà il sistema nazionale per il recupero e saranno sempre più contenute le pratiche illecite di abbandono, i pneumatici fuori uso si sottrarranno progressivamente alla possibilità di essere rifiuti urbani e confluiranno sempre più verso il ciclo di recupero di materia e di energia dei rifiuti speciali.  In ogni caso, occorre sottolineare che nessun pneumatico (fuori uso o riutilizzabile) può essere abbandonato (lungo le strade, nei prati, sul greto dei torrenti ecc.). Tale condotta, infatti, integra gli estremi di una violazione precisa, punita severamente con un’apposita sanzione amministrativa pecuniaria (se la condotta viene posta in essere da un privato) e con un altrettanto apposita sanzione penale (se, invece, avviene da parte di una impresa), ai sensi degli articoli 255 e 256, comma 2, Dlgs 152/2006.

Per ulteriori approfondimenti in materia di trasporto o possibilità di riciclaggio non esitare a contattarci

 

 

 

 

 

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31.05.2016 – Rendiconto gestione PFU 2015

Si ricorda che anche per questo anno, come previsto dal DM 82 dell’11 Aprile 2011, entro il 31 maggio 2016 i produttori o gli importatori di pneumatici avranno i seguenti obblighi:

– dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo di cui all’allegato A del DM 82 dell’11 Aprile 2011, la quantità e le tipologie degli pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell’anno solare precedente;

– dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo di cui all’allegato B del DM 82 dell’11 Aprile 2011,le quantità, le tipologie e le destinazioni di recupero o smaltimento degli PFU provenienti dal mercato del ricambio e gestiti nell’anno solare precedente e di inviare alla stessa autorità un rendiconto economico completo della gestione.

 

 

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01/06/2015: entra in vigore la nuova classificazione di pericolo dei rifiuti

Con la presente si ricorda che il 1 Giugno 2015 entrerà in vigore la nuova classificazione di pericolo dei rifiuti (Regolamento UE 1357/2014,  Decisione 2014/955/UE e Regolamento UE 1342/2014 – è applicabile dal 18 giugno 2015).

Il Regolamento UE 1357/2014 varia l’elenco delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti.

La Decisione 2014/955/EU varia le modalità di classificazione dei rifiuti.

Il Regolamento UE 1342/2014 introduce nuove sostanze e nuovi limiti all’elenco dei POP (Inquinanti Organici Persistenti).

Nel Regolamento UE 1357/2014 vengono:

•  ridefinite alcune classi di pericolo;

•  introdotti nuovi criteri relativi all’attribuzione delle classi di pericolo;

•  cambiati i limiti di concentrazione per alcune classi di pericolo;

•  rinominate le caratteristiche di pericolo: da H ad HP.

La Decisione 2014/955/UE oltre a variare la descrizione di alcuni codici CER (tra i più utilizzati si segnalano i codici CER 12.01.16*, 12.01.17 e 20.03.06), ne introduce 3 nuovi:

Codice CER 01.03.10* fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina contenenti sostanze pericolose, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 07

Codice CER 16.03.07* mercurio metallico

Codice CER 19.03.08* mercurio parzialmente stabilizzato

In merito a quanto sopra, riteniamo utile:

1 –  invitare i PRODUTTORI  DEI  RIFIUTI di  provvedere  allo  smaltimento,  ove  possibile,  dei  rifiuti  speciali pericolosi e dei  rifiuti  speciali  codificati  con  codici  CER  “a specchio”  (ad esempio codice CER 12.01.17, 15.02.03, ……..…) entro il 31 maggio 2015;

2 –  valutare nuovamente la classificazione dei rifiuti speciali pericolosi e dei rifiuti speciali non pericolosi conferiti in discarica (tra cui i rifiuti codificati con codici CER “a specchio”); in considerazione di ciò sottoporre i rifiuti ad analisi di caratterizzazione.

Inoltre, relativamente al SISTRI il portale ha diffuso una procedura relativa alle modalità operative previste per l’adeguamento della classificazione dei rifiuti alle nuove disposizioni normative con particolare riferimento ai rifiuti ai rifiuti caricati e non movimentati alla data del 1° giugno 2015.

 

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31/05/2015 – rendiconto gestione PFU 2014

Si ricorda che, come previsto dal DM 82 dell’11 Aprile 2011, entro il 31 maggio 2015 i produttori o gli importatori di pneumatici hanno i seguenti obblighi:

– dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo di cui all’allegato A del DM 82 dell’11 Aprile 2011, la quantità e le tipologie degli pneumatici immessi sul mercato del ricambio nell’anno solare precedente.

– dichiarare all’autorità competente, mediante il modulo di cui all’allegato B del DM 82 dell’11 Aprile 2011, le quantità, le tipologie e le destinazioni di recupero o smaltimento degli PFU provenienti dal mercato del ricambio e gestiti nell’anno solare precedente e di inviare alla stessa autorità un rendiconto economico completo della gestione.

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GESTIONE PFU

Si  ricorda che tutti i produttori o importatori di Pneumatici possono gestire gli PFU in forma singola o associativa, e si deve comunicare entro il 30/11/2014

l’incarico affidato a un gestore autorizzato per la raccolta, come previsto  dal DM. 82 art 3 comma 4

DM 82 DEL 11 APRILE  2011 ART. 3 CO. 4

”Fermi restando gli obblighi di comunicazione di cui ai commi precedenti, il produttore o l’importatore può gestire gli PFU sia direttamente sia

attraverso gestori autorizzati di PFU. Nel caso in cui il produttore o l’importatore gestisce gli PFU attraverso gestori autorizzati, invi apposita dichiarazione

all’autorità competente, utilizzando il modulo di cui all’allegato C, entro il 30 novembre dell’anno precedente. la durata dell’incarico al gestore ha una durata

non inferiore ad un anno solare.”

 

 

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